Nasce l’alleanza tra Coldiretti e la Fondazione Una Nessuna Centomila contro la violenza sulle donne

Un protocollo d’intesa per unire reti, linguaggi e comunità al servizio della libertà e dell’autonomia femminile

Unire la forza dei territori con quella del cambiamento culturale. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato da Coldiretti e dalla Fondazione Una Nessuna Centomila, che segna l’avvio di una collaborazione inedita e strategica che punta dritto al cuore di una delle più gravi emergenze del nostro tempo: la violenza contro le donne. Da una parte Coldiretti, la più grande organizzazione agricola d’Europa, voce profonda dei territori e custode di comunità radicate nei valori del lavoro e della solidarietà. Dall’altra, la Fondazione Una Nessuna Centomila, protagonista del cambiamento culturale, attiva da anni nella prevenzione, nel sostegno ai centri antiviolenza, nella promozione di consapevolezza, diritti e opportunità per tutte. Due realtà diverse per storia e missione che uniscono visione e strumenti per dare forma a un progetto ambizioso: costruire insieme azioni concrete per prevenire la violenza di genere, favorire l’autonomia delle donne sopravvissute a storie di violenza offrendo loro nuovi orizzonti e seminare, nella società, i valori del rispetto, della parità e della libertà.

Con la firma del protocollo d’intesa, Coldiretti e la Fondazione avviano un percorso comune che attraverserà le città, le campagne, le scuole, i mercati, gli eventi e le comunità. Un patto che mette al centro le donne – le loro storie, i loro diritti, la loro dignità – e che valorizza le esperienze già in corso, come le Fattorie della Tenerezza delle Donne Coldiretti, i “prodotti gentili” dei mercati di Campagna Amica, i progetti di inserimento lavorativo e di rinascita in aziende agricole e sociali.

Coldiretti porta in questo cammino la forza capillare della sua rete e l’impegno concreto delle sue imprenditrici agricole, protagoniste di una rivoluzione silenziosa ma potente, che ogni giorno trasforma la terra in riscatto e futuro. La Fondazione Una Nessuna Centomila, con la sua esperienza nel campo dell’educazione, della comunicazione e del sostegno ai centri antiviolenza, aggiunge linguaggi, strumenti, competenze e visione nazionale.

Il protocollo prevede il coinvolgimento di realtà collegate come Coldiretti Donne Impresa, Fondazione Campagna Amica, Terranostra, INIPA e altre organizzazioni del sistema Coldiretti.

Insieme, si impegnano a:

  • promuovere iniziative pubbliche di sensibilizzazione sui territori;
  • coinvolgere giovani e scuole nell’educazione all’affettività e al rispetto;
  • attivare progetti di inserimento lavorativo e autonomia economica per donne sopravvissute alla violenza; 
  • sostenere la campagna nazionale della Fondazione e alla rete di Centri antiviolenza.

Coldiretti si impegna nello specifico a realizzare, attraverso la propria articolazione organizzativa Coldiretti Donne Impresa, attività di sensibilizzazione territoriale, comunicazione e promozione sui temi oggetto del Protocollo; organizzare momenti formativi e divulgativi rivolti a giovani, cittadini e operatori del settore agricolo; coinvolgere nei percorsi progettuali la Fondazione Campagna Amica, l’Associazione Terranostra Associazione Nazionale per l’agriturismo l’ambiente e il Territorio, INIPA Impresa Sociale e altri soggetti correlati del sistema di rappresentanza riferibile a Coldiretti; supportare la partecipazione della Fondazione durante fiere, eventi, mercati e manifestazioni rilevanti. 

La Fondazione si impegna a fornire competenze, know-how, materiali ed esperti/e per le attività co-organizzate; promuovere il raccordo con enti e associazioni attive sui medesimi temi; collaborare nella progettazione di interventi formativi, comunicativi, di sensibilizzazione e di sostegno all’autonomia.

Un’alleanza generativa, quindi, fondata sull’idea che la parità di genere non sia un tema da delegare, ma una responsabilità collettiva. Che il contrasto alla violenza non sia solo un’urgenza sociale, ma una sfida etica, culturale, educativa. E che ogni campo, ogni scuola, ogni piazza, ogni bottega, possa diventare terreno fertile per coltivare il cambiamento. Perché nessuna donna deve essere lasciata sola. E perché il rispetto si coltiva, ogni giorno, insieme.

Una birra contro la violenza: nasce il primo progetto di filiera agricola femminile, simbolo di rispetto, solidarietà e rinascita

 

Parla agli uomini, anche a quelli che non vogliono ascoltare. Parla di rispetto, di consapevolezza, di una nuova idea di forza. È una birra, sì, ma è molto di più: è un messaggio che si beve, si legge, si tocca. È la prima birra nata da una filiera agricola tutta al femminile, realizzata con lo sguardo rivolto a un obiettivo preciso e urgente: dire basta alla violenza sulle donne. Il progetto è il primo frutto concreto del protocollo d’intesa tra Fondazione Una Nessuna Centomila e Coldiretti che assieme a Consorzio Birra Italiana, Filiera Agricola Italiana e Campagna amica danno vita ad un’alleanza potente tra il mondo dell’agricoltura e quello della cultura e dell’impegno sociale.

Perchè una birra?

La birra è una delle bevande più diffuse e apprezzate, simbolo di socialità e condivisione. È consumata in larga parte da un pubblico maschile (oltre il 70%) e accompagna spesso momenti conviviali, soprattutto nei mesi più caldi. Tuttavia, non si può ignorare che l’alcol, in alcuni contesti, venga associato a situazioni in cui il rispetto viene meno, diventando un pretesto per giustificare comportamenti inaccettabili da parte degli uomini nei confronti delle donne. È fondamentale saper riconoscere quando la convivialità oltrepassa il limite: l’alcol non può e non deve essere usato come alibi per battute sessiste, molestie o atti di violenza. Lo stato di ebbrezza, proprio o altrui, non giustifica mai la violazione del consenso, né può in alcun modo spostare la responsabilità sulla vittima.

Allo stesso tempo, è essenziale riaffermare con forza il diritto delle donne a vivere pienamente e liberamente la propria socialità, senza timori, giudizi o pregiudizi. Il rispetto del consenso deve essere sempre chiaro, esplicito e continuo. Per questo oggi è più che mai necessario promuovere una cultura del bere consapevole e responsabile, che metta al centro la libertà e la dignità di tutte e tutti.

Su questi presupposti nasce un progetto per la produzione e vendita di una birra diversa: una birra che parla agli uomini, anche a quelli che non vogliono ascoltare. Una birra che mette in discussione il rapporto tra alcol e violenza, e che usa il linguaggio diretto, semplice, autentico della bottiglia per lanciare messaggi forti, chiari, inconfondibili: messaggi contro la violenza a favore del rispetto, anche per il bere responsabile.  

Ma è soprattutto una birra che veicola una nuova narrazione femminile, fatta di forza, rinascita e comunità. Le donne della filiera agricola ne sono protagoniste, dimostrando il loro potere riabilitante nella società a partire dalla terra. Da qui nasce l’idea di un prodotto unico nel panorama italiano: una birra interamente made in Italy, frutto di una filiera agricola tutta al femminile. Dalla coltivazione alla trasformazione, ogni fase è affidata a imprenditrici italiane, per una filiera etica, trasparente e di alta qualità. Una testimonianza concreta di come l’agricoltura femminile possa generare valore, economia e riscatto.

Una filiera di donne, un prodotto che fa cultura

Ogni fase della produzione è affidata a imprenditrici agricole italiane: dall’orzo coltivato da Alessia Parisatto (Giovani Coldiretti Padova), al luppolo delle sorelle Nati (Azienda Agricola Bellavista, Ravenna), fino al malto lavorato da Chiara Zecca (Birra Salento) e Cecilia Farchioni (Mastri Birrai Umbri). A firmare la birra saranno alcune tra le principali realtà femminili del settore brassicolo italiano, tra cui Giovanna Merloni (iBeer), Federica ed Elisa Toso (La Dinda) e altre produttrici di eccellenza.

Non è solo una birra, ma una scelta di campo sostenibile

Il progetto si fonda su tre obiettivi principali:

sociale
una parte del ricavato della birra sarà destinato alla Fondazione per sostenere le vittime di violenza contribuendo al finanziamento dei centri antiviolenza e di percorsi di reinserimento lavorativo attraverso le imprese agricole femminili oltre che di progetti educativi nelle scuole;

culturale
cambiare il racconto, dare voce a una narrazione femminile nuova, fatta di rinascita, comunità e dignità. La birra diventa così veicolo di un messaggio di emancipazione e rispetto;

imprenditoriale
valorizzare il ruolo delle donne nella filiera agricola, garantendo tracciabilità, qualità e identità a un prodotto completamente italiano, etico e sostenibile.

Un packaging che parla, una bottiglia che denuncia.

Questa birra è molto più di una bevanda: è un mezzo di comunicazione sociale. Con un design diretto ed essenziale, ogni bottiglia sarà una voce contro la violenza, un invito al rispetto e alla responsabilità, un simbolo della forza delle donne. E per chi legge, una scelta consapevole. 

In etichetta saranno ben visibili:

  • il numero 1522, attivo contro violenza e stalking;
  • un QR code per effettuare donazioni dirette alla Fondazione;
  • una narrazione sintetica, ma d’impatto, sulla missione del progetto.

Distribuzione, eventi e promozione.

Il consumatore potrà contribuire in prima persona acquistando la birra che sarà disponibile attraverso i canali della rete Coldiretti e Campagna Amica, nei mercati contadini, nelle fiere e nei concerti promossi dalla Fondazione. 

È prevista inoltre la distribuzione in:

  • punti vendita della GDO (grazie al supporto di FDAI),
  • Botteghe Etiche, enoteche, bio-market, librerie indipendenti,
  • locali e pub attenti alla causa,
  • piattaforme e-commerce di Campagna Amica e Fondazione,
  • circuiti solidali (cooperative, GAS, associazioni).