Il nostro Laboratorio Artistico contro il DDL Valditara

La lettera del Laboratorio Artistico della Fondazione Una Nessuna Centomila alla Società Civile, all’indomani del DDL Valditara.

Tra i firmatari, elencati di seguito, Fiorella Mannoia, Pierfrancesco Favino, Lino Guanciale. Maria Chiara Giannetta, Vittoria Puccini, Caterina Caselli, Gifuni, Brunori Sas, Paola Turci e tanti altri

Alla Società Civile,

Ieri abbiamo assistito all’ennesimo passo indietro del nostro Paese su uno strumento fondamentale per la prevenzione della violenza di genere: l’educazione sessuo-affettiva. In Europa, l’Italia resta tra i pochi Paesi a non prevedere un percorso strutturato in questo ambito.

Dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) all’UNESCO, in collaborazione con le altre agenzie delle Nazioni Unite, fino alla Convenzione di Istanbul, i richiami e le linee guida parlano chiaro: la Comprehensive Sexuality Education mira a fornire a bambine, bambini e giovani conoscenze, abilità, atteggiamenti e valori che consentano loro di realizzare la propria salute, il proprio benessere e la propria dignità; sviluppare relazioni sociali e sessuali rispettose; comprendere come le proprie scelte influenzino il proprio benessere e quello degli altri; conoscere e proteggere i propri diritti per tutta la vita.

È un diritto, non una questione ideologica. Significa offrire alle ragazze e ai ragazzi, fin dall’infanzia e in modo adeguato all’età, strumenti per comprendere sé stessi, rispettare gli altri e prevenire la violenza.

Le famiglie siamo anche noi, e chiediamo di essere accompagnati in questo percorso. Ragazzi e ragazze hanno bisogno di confrontarsi con figure competenti, capaci di ascoltare ciò che spesso non riescono a condividere con i genitori. Per ragioni che conosciamo bene: imbarazzo, vergogna, paura.

Nel frattempo, sono cambiati i rapporti, le relazioni e le modalità di crescita. I genitori non sono nativi digitali e faticano a comprendere pienamente il disagio che può nascere dalla dimensione online. Senza un’educazione strutturata all’affettività e alla sessualità, il rischio è che le risposte vengano cercate esclusivamente sul web.

L’affetto e l’attenzione non bastano.

Questo provvedimento rappresenta un arretramento culturale. Mette in discussione anni di lavoro svolto da scuole, università, centri antiviolenza e associazioni per promuovere prevenzione, consapevolezza e rispetto. Ostacolare il cambiamento culturale significa fare un passo indietro. Significa rallentare un processo di trasformazione che ha l’obiettivo di contrastare la violenza prima che si manifesti e privare le nuove generazioni di strumenti fondamentali per comprendere sé stesse, gli altri e il mondo in cui vivono.

La violenza di genere è un fenomeno culturale e non può essere affrontata esclusivamente all’interno delle nostre case. Deve essere affrontata attraverso un percorso condiviso che coinvolga l’intera comunità educante.

Università, centri antiviolenza e organizzazioni impegnate contro discriminazioni, bullismo e razzismo hanno sviluppato competenze preziose che troppo spesso vengono escluse dal dibattito pubblico, lasciando spazio a contrapposizioni ideologiche che poco hanno a che fare con la realtà.

I dati mostrano un aumento dell’accesso precoce alla pornografia online, delle malattie sessualmente trasmissibili tra adolescenti, degli episodi di violenza sessuale e delle forme di autolesionismo. Nel nostro Paese, inoltre, la violenza domestica continua a essere, secondo i dati Istat, la forma di violenza più diffusa.

Ai figli e alle figlie che assistono quotidianamente alla violenza esercitata contro le loro madri, quale risposta stiamo offrendo? Davvero pensiamo che la soluzione possa essere il consenso informato?

Oppure siamo noi, come società, a doverci assumere la responsabilità di garantire loro il diritto a un’altra possibilità, a un altro racconto, a una storia diversa cui poter aspirare?

La forma non sempre coincide con la sostanza. Basterà il diniego di un genitore per impedire l’avvio di un progetto. Per le scuole sarà difficile organizzare attività alternative e il clima di allarmismo rischia di generare ulteriore confusione.

Il rischio concreto è che molte scuole, per timore di conflitti o contestazioni, rinuncino del tutto ad affrontare questi temi. Non saranno messi in discussione soltanto i percorsi di educazione sessuo-affettiva, ma anche le iniziative culturali dedicate al contrasto degli stereotipi di genere, alla prevenzione della discriminazione e alla costruzione di relazioni rispettose. Il risultato sarà un progressivo impoverimento del dibattito educativo e culturale.

Si rischia di legittimare un’unica idea possibile di famiglia, di relazioni, di maschile e di femminile, limitando la possibilità di confrontarsi con la complessità del reale.

Siamo genitori, cittadine e cittadini consapevoli, ma siamo anche artisti e artiste che credono che il cambiamento culturale sia la chiave per prevenire e contrastare la violenza.

Non possiamo permettere che la paura vinca sul futuro delle nostre figlie e dei nostri figli. Educare all’affettività e al rispetto è un atto di civiltà. Un diritto. Come genitori, cittadini e artisti, continueremo a dare voce a chi non ne ha, a costruire spazi di ascolto e a volere una società in cui nessuna ragazza e nessun ragazzo si senta solo. Il cambiamento culturale è un cammino che si fa insieme, e noi non faremo un solo passo indietro.

 

Il Laboratorio Artistico Fondazione “Una Nessuna Centomila”

Fiorella Mannoia 

Anna Foglietta 

Vittoria Puccini

Marco Bonini

Gaetano Migliaccio

Tosca

Lino Guanciale

Gino Castaldo

Paolo Fresu

Chiara Civello

Gigi D’Alessio 

Nicole Rossi

Ermal Meta

Piero Pelù

Caterina Caselli

Ferzan Özpetek 

Tommaso Di Giulio

Anna Ferzetti

Vale LP

Beatrice Zerbini 

Pierfrancesco Favino 

Carolina Crescentini 

Maria Chiara Giannetta 

Francesca Michielin 

Giuliano Sangiorgi 

Silvia Gallerano 

Marina Tagliaferri 

Paola Turci 

Fabrizia Sacchi

Francesco Bolo Rossini

Thomas Trabacchi

Mia Benedetta

Sonia Bergamasco

Claudia Pandolfi

Alessandra Carrillo

Fabrizio Gifuni 

Brunori Sas (Dario Brunori)

Lorenzo Zurzolo 

Angelica

Sofia Iacuitto

Edoardo Leo

Calcutta 

Giorgio Marchesi

Valeria andreozzi 

Viola Ardone 

Giovanna Sannino 

Giulia Galassi

Francesco Scianna

Paolo Briguglia

Daniela Giordano

Valentina Lodovini

Pietro Sermonti

Jasmine Trinca  

Francesco Motta 

Manuel Agnelli 

Francesca Comencini 

Cristina Comencini 

Emanuela Giordano 

Serena Dandini 

Noemi 

Laura Bispuri 

Alba Rohrwacher 

Vittorio Magazzu’ 

Marisa Passera 

Michela Cescon 

Sabrina Knaflitz

Alessandro Gassman 

Alessandra Amoroso 

Luca Zingaretti 

Luisa Ranieri

Chiara Gamberale 

Alessio Vassallo 

Matteo Garrone 

Cristina Donadio 

Paola Minaccioni 

Malika Ayane 

Chiara Martegiani 

Lidia Ravera 

Carlotta Natoli 

Erica Mou 

Ariete 

Elisa 

Giulia Minoli, Presidente Una Nessuna Centomila

Celeste Costantino, Vice Presidente Una Nessuna Centomila

Lella Palladino, Vice Presidente Una Nessuna Centomila